Statuto

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Lo Statuto della Fondazione Attua

ARTICOLO 1 – COSTITUZIONE

È costituita una Fondazione denominata “ATTUA ENTE DEL TERZO SETTORE” in breve “FONDAZIONE ATTUA ETS”, con sede in Napoli in via dei Fiorentini n. 10.
La Fondazione è regolata dal presente Statuto.
Essa risponde ai principi e allo schema giuridico della Fondazione di partecipazione nell’ambito del più vasto genere di fondazioni disciplinato dal Codice civile e leggi collegate, nonché, ai principi e agli schemi giuridici degli Enti del Terzo Settore di cui al d.lgs 2017 n. 117.
La Fondazione non persegue fini di lucro, non può distribuire utili e persegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

ARTICOLO 2 – DELEGAZIONI E UFFICI

Le finalità della Fondazione si esplicano nell’ambito regionale e nazionale, europeo e internazionale. Delegazioni e uffici potranno essere costituiti sia in Italia che all’estero onde svolgere, in via accessoria e strumentale rispetto alle finalità della Fondazione, attività di promozione nonché di sviluppo e incremento nella necessaria rete di relazioni nazionali e internazionali di supporto alla Fondazione stessa.

ARTICOLO 3 – FINALITA’

La Fondazione non ha scopo di lucro e i proventi del suo patrimonio e delle sue attività sono destinati integralmente al conseguimento degli scopi statutari; risponde ai principi dello schema giuridico della Fondazione di partecipazione, nell’ambito del più vasto genere di fondazioni disciplinato dagli articoli 14 e seguenti del Codice civile e dell’articolo 1 comma 1 del D.P.R. 361/2000, nonché, ai principi e agli schemi giuridici degli Enti del Terzo Settore di cui al d.lgs 2017 n. 117, con particolare riferimento ai Titoli I-IV, VI e XI.
La Fondazione persegue la finalità generale di cui all’articolo 5 del d.lgs 117/17:
1) ricerca scientifica di particolare interesse sociale;
2) formazione universitaria e post-universitaria;
3) organizzazione e gestione di attività culturali, di interesse sociale,
favorendo pratiche di organizzazione di comunità e lo sviluppo e attuazione di progetti di welfare comunitario e di valorizzazione sociale e ambientale di assets territoriali attraverso la più ampia partecipazione delle persone alla loro formulazione, proposta e attuazione. La Fondazione promuove, altresì, iniziative legislative, finalizzate a migliorare i servizi di comunità e la coesione sociale nei territori del Mezzogiorno e, più in generale, in Italia e in ambito Euro-mediterraneo.
La Fondazione persegue, conseguentemente, in relazione alle dinamiche, ai bisogni e alle politiche pubbliche per lo sviluppo del benessere sostenibile sociale, economico e ambientale delle comunità, le finalità di:

  • promozione e attuazione, in collaborazione con stakeholder territoriali, di iniziative innovative e sperimentali di sviluppo locale equo e sostenibile;
  • promozione di analisi e valutazioni di politiche pubbliche e di interventi volti a conseguire risultati socialmente misurabili a livello territoriale o nazionale;
  • studio e ricerca su fenomeni, dinamiche e impatti delle politiche locali, nazionali e internazionali di sviluppo sociale, welfare comunitario e forme organizzate di partecipazione civica;
  • formazione di classi dirigenti politiche, amministrative e imprenditoriali per la diffusione di competenze nell’organizzazione di comunità e la progettazione e attuazione di interventi di sviluppo sociale (welfare comunitario) orientati a risultati misurabili;
  • promozione di eventi e pubblicazioni sui temi di interesse, anche al fine di attivare reti informative e di network che consentano la circolazione delle informazioni, la loro condivisione e comparazione.

La Fondazione opera sulla base di piani quadriennali con i seguenti obiettivi:

  • contribuire ad aumentare la conoscenza di azioni e pratiche di successo, volte all’affermazione di un nuovo paradigma del welfare di comunità e delle forme di coinvolgimento comunitario per lo sviluppo locale su una maggiore coesione sociale e un minor consumo di risorse;
  • favorire l’incontro fra soggetti protagonisti di nuove pratiche innovative nel settore dell’organizzazione di comunità e di pratiche di welfare comunitario, quali opinion leader, studiosi e attori locali, in particolare per favorire una più compiuta dimensione di cittadinanza europea e mediterranea;
  • promuovere azioni innovative attraverso progetti, occasioni di confronto e di apprendimento, soprattutto con un più adeguato coinvolgimento dei giovani;
  • divulgare i risultati delle attività e dei progetti promossi e partecipare alla diffusione dei nuovi filoni dI approfondimento e ricerca a livello internazionale;
  • sostenere le azioni di sistematizzazione e di diffusione di pratiche virtuose e di esperienze significative che favoriscano l’apprendimento collettivo e contribuiscano a rafforzare scelte e comportamenti individuali e collettivi;
  • stabilire organici rapporti con altre fondazioni, movimenti, associazioni ed Enti del Terzo Settore aventi finalità simili o integrate;
  • partecipare, direttamente o per il tramite di soggetti a tale fine costituiti, e anche in partenariato con altri soggetti pubblici e/o privati, a procedure di evidenza pubblica, bandi tematici comunali, regionali, nazionali, europei e internazionali indetti per l’aggiudicazione di risorse o servizi, funzionali al raggiungimento delle finalità della Fondazione.

ARTICOLO 4 – ALTRE ATTIVITA’, ATTIVITA’ DIVERSE

Per il raggiungimento delle proprie finalità la Fondazione potrà tra l’altro svolgere le seguenti attività:

  • stipula di atti o contratti con soggetti pubblici o privati considerati utili o opportuni per il raggiungimento degli scopi della Fondazione;
  • partecipazione ad associazioni, enti, istituzioni, organizzazioni pubbliche e private la cui attività sia rivolta, direttamente o indirettamente, al perseguimento di scopi simili o affini a quelli della Fondazione;
  • costituzione, o concorso alla costituzione, sempre in via accessoria e strumentale, diretta o indiretta, al perseguimento degli scopi istituzionali, di società di persone e/o capitali, nonché partecipare a società del medesimo tipo;
  • promozione di forme di cooperazione e scambio tra soggetti pubblici e privati, nazionali ed esteri, operanti nel settore interessato dall’attività della Fondazione;
  • svolgimento di ogni altra attività idonea al perseguimento degli scopi istituzionali.

Le attività conseguenti all’elaborazione e predisposizione di proposte, progetti, disegni di legge sono frutto di indicazioni e idee derivanti dall’ascolto dei soci e sono eseguite, in caso di bisogno, utilizzando apposite donazioni ricevuta da persone e/o organismi attraverso modalità di fundraising e crowdfunding, gestite direttamente o attraverso l’accordo con enti terzi, e dagli eventuali utili di gestione annuale della Fondazione stessa.
La Fondazione, inoltre, potrà esercitare attività diverse di cui all’articolo 6 del Codice del Terzo Settore, purché secondarie e strumentali rispetto alle attività di interesse generale di cui all’articolo 3 del presente Statuto e secondo criteri e limiti definiti dal decreto Ministeriale 19 maggio 2021, n.107.
Sarà cura del Consiglio di Amministrazione individuare, di norma annualmente, l’oggetto di tali attività diverse.

ARTICOLO 5 – PATRIMONIO

Il patrimonio della Fondazione è composto:
– dal fondo di dotazione costituito dai conferimenti – in proprietà, uso o possesso a qualsiasi titolo – di denaro o beni mobili e immobili, o altre utilità impiegabili per il perseguimento degli scopi, effettuati all’atto della costituzione ovvero successivamente dai Fondatori e dai Partecipanti;
– dalle elargizioni fatte da Enti o da privati con espressa destinazione a incremento del patrimonio;
– da contributi attribuiti al patrimonio da organismi e istituzioni locali, nazionali e internazionali.

ARTICOLO 6 – FONDO DI GESTIONE

Il Fondo di gestione della Fondazione è costituito:
– da ogni eventuale provento, contributo, donazione o lascito destinato all’attuazione degli scopi statutari e non espressamente destinato all’incremento del patrimonio;
– dalle rendite e dai proventi derivanti dal patrimonio e dalle attività della Fondazione medesima;
– dai ricavi delle attività istituzionali, accessorie, strumentali e connesse;
– dai finanziamenti per la progettazione di idee e proposte per il benessere comune acquisiti solo attraverso elargizioni e donazioni, senza alcun interesse diretto da parte di persone fisiche e giuridiche.
Le rendite e le risorse della Fondazione saranno impiegate per il funzionamento della Fondazione stessa e per la realizzazione dei suoi scopi.

ARTICOLO 7 – ESERCIZIO FINANZIARIO

L’esercizio finanziario ha inizio il 1° gennaio e termina il 31 dicembre di ciascun anno.
Entro il 15 dicembre l’Assemblea Generale approva il bilancio di previsione dell’esercizio successivo ed entro il 30 giugno successivo, o quando lo richiedano particolari esigenze relative alla struttura e all’oggetto della Fondazione, il conto consuntivo di quello decorso.
Gli organi della Fondazione, nell’ambito delle rispettive competenze, possono contrarre impegni e assumere obbligazioni nei limiti degli stanziamenti del bilancio approvato.
Gli impegni di spesa e le obbligazioni, direttamente contratti dal rappresentante legale della Fondazione o da membri del Consiglio di Amministrazione muniti di delega, non possono eccedere i limiti degli stanziamenti approvati; gli eventuali avanzi delle gestioni annuali dovranno essere impiegati per la ricostruzione del patrimonio eventualmente necessaria a seguito della gestione annuale, prima che per il potenziamento delle attività della Fondazione o per l’acquisto di beni strumentali per l’incremento o il miglioramento della sua attività.
È vietata la distribuzione di utili o avanzi di gestione nonché di fondi e riserve durante la vita della Fondazione se la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge.
Gli eventuali utili di gestione sono destinati alle attività di promozione, progettazione, ricerca e studi secondo le finalità di cui all’articolo 3.
A seguito dell’iscrizione nel Registro Unico degli Enti del Terzo Settore e fino al perdurare di tale iscrizione, l’Ente sarà tenuto a tutti gli obblighi di rendiconto e bilancio previsti dalla normativa di riferimento degli Enti del Terzo Settore.

ARTICOLO 8 – MEMBRI DELLA FONDAZIONE

I membri della Fondazione si dividono in:

– Fondatori

– Partecipanti

ARTICOLO 9 – FONDATORI

Sono Fondatori i soggetti, aventi cittadinanza italiana o estera, che abbiano aderito in qualità di soci Fondatori.
Possono divenire altresì Fondatori e componenti del Consiglio dei Fondatori, a seguito di delibera adottata a maggioranza semplice dei presenti dal Consigli medesimo, le persone fisiche e giuridiche, pubbliche e private, gli enti o agenzie, italiane o estere, che aderiscano come soci Fondatori nelle forme e nella misura determinata annualmente nel minimo dal Consiglio medesimo, ai sensi dell’articolo 13 del presente Statuto.
I Fondatori, ogni anno, sono tenuti a rinnovare l’adesione alla Fondazione mediante il versamento di una quota minima stabilita annualmente dal Consiglio di Amministrazione. In caso di mancato rinnovo annuale, i Fondatori perdono il diritto a far parte del Consiglio dei Fondatori ai sensi degli artt. 11 e 13 del presente Statuto.

ARTICOLO 10 – PARTECIPANTI

Sono Partecipanti i soggetti, aventi cittadinanza italiana o estera, che abbiano aderito in qualità di soci Partecipanti. Il Consiglio di Amministrazione potrà determinare, con regolamento, la possibile suddivisione e il raggruppamento dei Partecipanti per categorie di attività e partecipazione alla Fondazione, in relazione alla continuità, qualità e quantità dell’apporto e in funzione della natura pubblica o privata dei soggetti. Segnatamente, ai soggetti pubblici Partecipanti potrà essere attribuita dal Consiglio di Amministrazione la qualifica di Partecipanti Istituzionali.
I Partecipanti, ogni anno, sono tenuti a rinnovare l’adesione alla Fondazione mediante il versamento di una quota minima stabilita annualmente dal Consiglio di Amministrazione. In caso di mancato rinnovo annuale, i Partecipanti perdono il diritto a far parte dell’Assemblea Generale ai sensi degli artt. 11 e 18 del presente Statuto.

ARTICOLO 11 – ESCLUSIONE E RECESSO

Il Consiglio dei Fondatori decide a maggioranza semplice l’esclusione di Fondatori e Partecipanti per grave e reiterato inadempimento degli obblighi e doveri derivanti dal presente Statuto tra cui, in via esemplificativa e non tassativa:
– condotta incompatibile con il dovere di collaborazione con le altre componenti della Fondazione;
– comportamento contrario al dovere di prestazioni e contributi non patrimoniali.
Nel caso di enti e/o persone giuridiche, l’esclusione ha luogo anche per i seguenti motivi:
– estinzione, a qualsiasi titolo dovuta;
– apertura di procedure di liquidazione;
– fallimento e/o apertura delle procedure concorsuali anche stragiudiziali.
I soci possono, in ogni momento, recedere dalla Fondazione ai sensi dell’articolo 24 del Codice civile, fermo restando il dovere di adempimento delle obbligazioni assunte.

ARTICOLO 12 – ORGANI DELLA FONDAZIONE

Gli organi della Fondazione sono:
– il Presidente
– il Consiglio di Amministrazione
– il Consiglio dei Fondatori
– il Direttore Generale
– l’Assemblea Generale
– il Revisore dei Conti
– l’Organo di Controllo

ARTICOLO 13 – CONSIGLIO DEI FONDATORI

Il Consiglio dei Fondatori è l’organo al quale è riservata la deliberazione degli atti essenziali alla vita della Fondazione per il raggiungimento dei suoi scopi.
È composto dai soci Fondatori iscritti nell’anno in corso e dai Fondatori che abbiano aderito negli anni precedenti, a condizione che abbiano effettuato il rinnovo annuale dell’adesione entro il 31 dicembre dell’anno precedente. I Fondatori che non rinnovano l’adesione annuale per due anni consecutivi perdono la qualifica di Fondatore e possono riottenerla solo a seguito di iscrizione ex novo.
Ciascun socio può farsi rappresentare da altro socio previo rilascio di delega che potrà essere rilasciata in qualsiasi forma che ne consenta la dovuta conservazione negli atti sociali (anche fax, e-mail, posta elettronica certificata, telegramma), salvo le norme del d.lgs 117/2017, se ed in quanto applicabili.
Ogni nuovo socio Fondatore iscritto nell’anno in corso fa parte del Consiglio  dei Fondatori a seguito di delibera adottata a maggioranza semplice dei presenti del Consiglio medesimo.
Il Consiglio, in particolare:
– stabilisce, secondo le proposte formulate dall’Assemblea Generale le linee generali delle attività della Fondazione secondo un piano di durata quadriennale, sottoposto all’approvazione dell’Assemblea Generale, per il perseguimento delle finalità di cui all’articolo 3 del presente Statuto;
– stabilisce i criteri e i requisiti per l’attribuzione della qualifica di Fondatore e di Partecipante ai sensi degli articoli 10 e 11;
– elegge i componenti del Consiglio di Amministrazione;
– elegge l’Organo di controllo e il Revisore dei Conti;
– approva i regolamenti della Fondazione, predisposti dal Consiglio di Amministrazione;
– delibera in ordine al patrimonio della Fondazione;
– svolge le ulteriori funzioni statutarie.
Delibera altresì sulla nomina del Presidente della Fondazione e sulle eventuali modifiche del presente Statuto. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza semplice dei presenti, ad eccezione:
– della nomina del Presidente della Fondazione, per cui occorre il voto favorevole del cinquanta percento più uno del Consiglio dei Fondatori;
– della modifica dello Statuto, per la quale occorre il voto favorevole del cinquanta percento più uno del Consiglio dei Fondatori;
– dello scioglimento e della devoluzione del patrimonio, per cui è richiesto il parere favorevole dei tre quarti del Consiglio dei Fondatori.
Le riunioni del Consiglio dei Fondatori sono presiedute dal Presidente o, in sua assenza, da un soggetto designato dagli intervenuti e lo stesso viene assistito da un segretario eletto dagli intervenuti. È consentito l’intervento a mezzo di collegamento in teleconferenza e/o videoconferenza, a condizione che tutti i partecipanti possano essere identificati dal Presidente e da tutti gli altri intervenuti, che sia loro consentito di seguire la discussione, di intervenire in tempo reale alla trattazione degli argomenti discussi, di scambiarsi i documenti relativi a tali argomenti e che di tutto quanto sopra venga dato atto nel relativo verbale.

ARTICOLO 14 – PRESIDENTE

Il Presidente ha la rappresentanza legale della Fondazione, resta in carica per un quadriennio ed è rieleggibile. Presiede il Consiglio dei Fondatori, il Consiglio di Amministrazione e l’Assemblea Generale. Cura le relazioni con enti, istituzioni, imprese, parti sociali e altri organismi per instaurare rapporti di collaborazione a sostegno delle attività della Fondazione. In caso di dimissioni del Presidente, un consigliere delegato dal Consiglio dei Fondatori ne assume le funzioni e la rappresentanza legale fino alla nomina di un nuovo Presidente.

ARTICOLO 15 – CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Il Consiglio di Amministrazione è composto da un massimo di nove membri eletti dal Consiglio dei Fondatori tra i suoi membri. I membri del Consiglio di Amministrazione, nominati secondo quanto previsto dal presente articolo, restano in carica per un quadriennio e sono rieleggibili, salvo revoca prima della scadenza del mandato, da parte dell’organo che li ha nominati. I componenti il Consiglio di Amministrazione provvedono, secondo le rispettive deleghe se previste, all’amministrazione ordinaria e straordinaria e alla gestione della Fondazione con criteri di economicità, efficacia ed efficienza, ai fini dell’attuazione del piano quadriennale di attività deliberato dal Consiglio dei Fondatori.
Il Consiglio di Amministrazione provvede a predisporre il bilancio preventivo e il conto consuntivo da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea Generale. Provvede a predisporre gli schemi dei regolamenti della Fondazione da sottoporre al Consiglio dei Fondatori per l’approvazione, e delibera in merito alle singole iniziative di predisposizione di idee, proposte e progetti secondo i termini di cui all’articolo 3. L’eventuale compenso, o rimborso spese, è determinato all’atto della nomina per l’intero periodo di durata dell’incarico. Il Consiglio di Amministrazione è validamente costituito con la presenza della maggioranza dei membri in carica e delibera a maggioranza dei presenti.
Le riunioni del Consiglio di Amministrazione sono presiedute dal Presidente o, in sua assenza, da un soggetto designato dagli intervenuti e lo stesso viene assistito da un segretario eletto dagli intervenuti.
È consentito l’intervento a mezzo di collegamento in teleconferenza e/o videoconferenza, a condizione che tutti i partecipanti possano essere identificati dal Presidente e da tutti gli altri intervenuti, che sia loro consentito di seguire la discussione, di intervenire in tempo reale alla trattazione degli argomenti discussi, di scambiarsi i documenti relativi a tali argomenti e che di tutto quanto sopra venga dato atto nel relativo verbale.
Si applica, per quanto compatibile, l’ultimo comma dell’art. 26 del Codice del Terzo Settore.

ARTICOLO 16 – ORGANO DI CONTROLLO – REVISORE DEI CONTI

L’Organo di Controllo di cui all’articolo 30 del d.lgs 2017 n. 117 può essere anche monocratico.
È nominato dal Consiglio dei Fondatori e ha i compiti di cui all’ articolo 30 del d.lgs 2017 n. 117. Trova applicazione l’articolo 2399 del Codice civile. I componenti dell’organo di controllo devono essere scelti tra le categorie di soggetti di cui all’articolo 2397, comma secondo, del Codice civile.
L’Organo di Controllo resta in carica tre esercizi e può essere riconfermato.

Il Revisore legale dei conti o una società di revisione legale iscritti nell’apposito registro devono essere nominati dal Consiglio dei Fondatori allo scattare dei requisiti di cui all’articolo 31 del d.lgs 2017, 117, restano in carica tre esercizi e possono essere riconfermati. Hanno i compiti di cui all’articolo 31 del d.lgs 2017 n. 117. Partecipano alle riunioni del Consiglio dei Fondatori, dell’Assemblea Generale e del Consiglio di Amministrazione.  Il compenso dell’Organo di Controllo, del Revisore o della società di revisione è determinato all’atto della nomina per l’intero periodo di durata dell’incarico. Salvo diversa disposizione, legislativa l’Organo di Controllo interamente composto da revisori legali dei conti può effettuare anche la revisione legale dei conti.

ARTICOLO 17 – DIRETTORE GENERALE

Il Direttore Generale è nominato dal Presidente della Fondazione fra una rosa di esperti predisposta dal Consiglio di Amministrazione. Resta in carica per un quadriennio ed è rinnovabile.
Il Direttore Generale può assumere la rappresentanza legale della Fondazione di fronte a terzi, se delegata dal Presidente.
Relativamente ai poteri eventualmente delegati ai sensi del presente Statuto, può assumere piena autonomia decisionale, poteri di firma e di delega nell’ambito dei programmi, delle linee di sviluppo della Fondazione e degli stanziamenti approvati dal Consiglio di Amministrazione della medesima.
Il Direttore Generale è responsabile operativo della Fondazione, partecipa senza diritto di voto alle riunioni del Consiglio dei Fondatori e del Consiglio di Amministrazione. Risponde del proprio operato innanzi agli organi collegiali della Fondazione.
Il Direttore Generale, in particolare:
– provvede alla gestione operativa e amministrativa della Fondazione, nonché all’organizzazione e promozione delle singole iniziative, predisponendo mezzi e strumenti necessari per la loro concreta attuazione e procedendo alla verifica dei risultati;
– dà esecuzione, nelle materie di sua competenza, alle deliberazioni del Consiglio dei Fondatori e del Consiglio di Amministrazione, nonché degli atti del Presidente;
– predispone budget previsionali;
– nomina esperti per settori di intervento, ovvero comitati tecnico/operativi.

ARTICOLO 18 – ASSEMBLEA GENERALE

È costituita dai Fondatori, ai sensi dell’art. 13, e dai soci Partecipanti iscritti nell’anno in corso e dai Partecipanti che abbiano aderito negli anni precedenti, a condizione che abbiano effettuato il rinnovo annuale dell’adesione entro il 31 dicembre dell’anno precedente. I Partecipanti che non rinnovano l’adesione annuale per due anni consecutivi perdono la qualifica di Partecipante e possono riottenerla solo a seguito di iscrizione ex novo.
Ciascun socio può farsi rappresentare da altro socio previo rilascio di delega che potrà essere rilasciata in qualsiasi forma che ne consenta la dovuta conservazione negli atti sociali (anche fax, e-mail, posta elettronica certificata, telegramma).
L’Assemblea formula proposte, idee e progetti sulle attività, programmi e obiettivi della Fondazione, e approva il piano quadriennale.
L’Assemblea delibera in ordine al Codice Etico, approva i bilanci preventivo e consuntivo ed è convocata almeno due volte l’anno.
L’Assemblea delibera a maggioranza dei presenti.
L’Assemblea è presieduta dal Presidente o in sua assenza, da un soggetto designato dagli intervenuti e lo stesso viene assistito da un segretario eletto dagli intervenuti.
È consentito l’intervento a mezzo di collegamento in teleconferenza e/o videoconferenza, a condizione che tutti i partecipanti possano essere identificati dal Presidente e da tutti gli altri intervenuti, che sia loro consentito di seguire la discussione, di intervenire in tempo reale alla trattazione degli argomenti discussi, di scambiarsi i documenti relativi a tali argomenti e che di tutto quanto sopra venga dato atto nel relativo verbale.

ARTICOLO 19 – PRESIDENTE ONORARIO

Il Consiglio di Amministrazione può conferire la carica di Presidente onorario a un’eminente personalità che, per ruoli ricoperti, per riconosciuto prestigio, per attività svolte, impersoni i principi e le finalità della Fondazione. Tale carica viene conferita a titolo onorifico e non implica alcun ruolo direttivo o esecutivo. Il Presidente onorario non partecipa alle riunioni del Consiglio di Amministrazione.

ARTICOLO 20 – CODICE ETICO

La Fondazione si dota e approva il Codice Etico redatto secondo i principi e le finalità della stessa.

ARTICOLO 21 – CONTROLLO SULL’AMMINISTRAZIONE DELLA FONDAZIONE

L’Ufficio del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore territorialmente competente esercita il controllo sull’amministrazione dell’ente con i poteri previsti dal capo II, titolo II, libro I, del Codice civile e, in particolare, dall’articolo 23, ultimo comma, e dagli articoli 25, 26, 27 e 28. Al fine di favorire e rendere concreto l’esercizio dei poteri di controllo, l’organo competente della Fondazione trasmette annualmente all’Ufficio del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore territorialmente competente le delibere e gli atti rilevanti concernenti l’amministrazione della Fondazione.
L’annullamento delle delibere, nei casi previsti dall’art. 25 del Codice civile, può essere altresì chiesto, con documentata istanza indirizzata all’Ufficio del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore territorialmente competente da un terzo dei componenti dell’organo che abbia fatto constatare il proprio dissenso nel verbale di adozione della delibera.
Qualora le disposizioni contenute nell’atto di costituzione della Fondazione non possano attuarsi ovvero qualora gli amministratori non agiscano in conformità dello Statuto e dello scopo della Fondazione ovvero commettano gravi e reiterate violazioni di legge, i competenti organi della Fondazione ovvero un terzo dei componenti del Consiglio dei Fondatori o del Consiglio di Amministrazione sono tenuti a dare tempestiva informazione all’Ufficio del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore territorialmente competente il quale, ove ricorrano i presupposti, provvede all’adozione degli atti previsti dall’articolo 25 del Codice civile per assicurare il funzionamento dell’ente.
L’inosservanza degli obblighi di informazione e comunicazione all’Ufficio del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore territorialmente competente, di cui ai commi 2 e 4, può essere valutata ai fini dell’adozione del provvedimento di scioglimento dell’amministrazione di cui all’articolo 25 del Codice civile.

ARTICOLO 22 – SCIOGLIMENTO DELLA FONDAZIONE

In caso di estinzione o scioglimento, il patrimonio residuo è devoluto, previo parere positivo dell’Ufficio regionale del RUNTS competente per territorio, e salva diversa destinazione imposta dalla legge, ad altri enti del Terzo Settore secondo le disposizioni statutarie o dell’organo sociale competente o, in mancanza, alla Fondazione Italia Sociale.
I Fondatori possono richiedere lo scioglimento della Fondazione in caso di non operosità della medesima o di modifiche, anche di fatto, degli scopi per cui la Fondazione stessa è stata costituita.
La verifica degli elementi che giustificano la richiesta di scioglimento è rimessa alla valutazione dell’Organo di Controllo. Sono fatte salve le norme di legge in materia.

ARTICOLO 23 – CLAUSOLA ARBITRALE

Tutte le controversie relative al presente Statuto, comprese quelle inerenti alla sua interpretazione, esecuzione e validità, saranno deferite a un Collegio arbitrale di tre arbitri, due dei quali nominati da ciascuna parte e il terzo, con funzione di Presidente, scelto congiuntamente dai due arbitri.
In caso di disaccordo, il Presidente sarà scelto dal Presidente del Tribunale di competenza, al quale spetterà altresì la nomina dell’eventuale arbitro non designato dalle due parti.

ARTICOLO 24 – CLAUSOLA DI RINVIO

Per quanto non previsto dal presente Statuto e dall’Atto costitutivo, si applicano gli articoli 14 e seguenti del Codice civile e le altre norme vigenti.