Piano Strategico Quadriennale 2019-2022

Piano Strategico Quadriennale 2019-20222019-01-21T09:57:46+00:00

INTRODUZIONE: perché una Fondazione di partecipazione attiva

I cambiamenti che animano la crescita, lo sviluppo sostenibile e il benessere collettivo non possono che essere il risultato di un’opera d’insieme: un componimento a più voci, una creazione corale e polifonica animata da soggetti, strumenti e tenori diversi.

Attua è Fondazione di partecipazione attiva, protagonista del fare e dell’azione concreta che intercetta e restituisce protagonismo ai bisogni e alle istanze sociali di sviluppo locale, nazionale e internazionale.

Attua porta alla ribalta un approccio propositivo e proattivo di azionariato popolare, dove i cittadini non sono né platea muta né pubblico passivo, ma i primi registi della programmazione che interessa la crescita dei territori.

Attua è teatro privilegiato delle energie democratiche che animano il Paese: promuove l’incontro e il dialogo tra i differenti attori del progresso, concerta le attività e le risorse necessarie per dar forma compiuta a progetti condivisi e assicurarne il buon esito.

Ad andare oggi in scena non è il solito copione già visto: qui le idee di cittadini, imprese e comunità non sono destinate a rimanere buone intenzioni e belle proposte, ma interventi reali.

Perché chi Attua, fa.

Spirito collaborativo, condivisione di idee e convergenza di intenti rappresentano la premessa per agire concretamente e fare sistema.

Attua interpreta il ruolo attivo e partecipativo di una cittadinanza propositiva, di un corpo democratico impegnato con orgoglio nella risoluzione di criticità e diseguaglianze.

È cassa di risonanza della volontà di programmare il domani da parte di chi, ogni giorno, costruisce con le proprie idee e il proprio impegno civico il futuro collettivo.

È strumento operativo diffuso che sostiene la realizzazione di interventi concreti e tangibili, al servizio di tutti coloro che intendono contribuire al progresso sociale, economico e culturale dei territori.

È crocevia di trasmissione e valorizzazione delle migliori pratiche di sviluppo: monitoraggio di case-study di successo, analisi e report di modi e forme d’intervento.

È punto di riferimento, diversificato e interdisciplinare, al servizio di cittadini, imprenditori, enti no profit e associazioni per consulenze strategiche e valutazioni di fattibilità, reperimento di risorse e contributi, partecipazione a bandi e concorsi.

Agorà, piattaforma multimediale online di Attua, sarà porta di accesso agile e immediata per la trasmissione, la ricezione e la condivisione in rete di progetti e proposte: petizioni popolari; piani di sviluppo di natura logistica, ambientale ed energetica; disegni di legge; interventi di innovazione tecnologica e integrazione; attività a sostegno del benessere sociale e dello sviluppo.

Visione e campo d’azione di Attua appartengono al territorio glocal di un processo di sviluppo che, a partire dal Mezzogiorno, attraversa l’Italia per estendersi dal bacino Mediterraneo a tutta l’Europa e all’Africa.

1. Il Contesto

1.1 I territori e le comunità

La presenza capillare e diffusa di associazioni, organizzazioni, comitati di cittadinanza attiva che animano i territori dimostra che nel Paese non manca certo la volontà di costruire insieme il nostro domani.
A mancare, piuttosto, è la capacità di fare sistema per dare forma concreta a idee, aspirazioni, visioni.

Perché i bisogni locali reclamano oggi risposte globali: strumenti di pianificazione integrata che riconducano il “qui e ora” a un contesto allargato su scala nazionale e internazionale. Spesso è la carenza di una corretta pianificazione di tempi e fasi di attuazione, l’incapacità di inanellare i giusti passaggi burocratici e di dialogare organicamente con i referenti istituzionali, ad aumentare il faldone dei bei progetti mai realizzati.
Accade così che iniziative utili e lungimiranti siano destinate a restare lettera morta, non tanto per l’assenza di interesse e di risorse disponibili, ma perché peccano di ingenuità tecniche, formali e relazionali.

L’ascolto e l’interpretazione attiva dei bisogni e delle proposte provenienti da società civile, associazionismo, istituzioni locali e mondo imprenditoriale per assistere e promuovere la fattibilità di progetti di sviluppo economico, sociale e culturale diventano una fase cruciale per ridurre lo scollamento tra dinamiche globali e locali.

1.2 La misure della qualità dello sviluppo

Cresce a livello internazionale da molto tempo la consapevolezza che lo sviluppo economico e sociale non può essere misurato soltanto in termini quantitativi. Sono diverse le esperienze e le proposte di utilizzo di indicatori compositi che vadano oltre la misurazione della ricchezza prodotta.

Il Social Progress Index elaborato da Amartya Sen, Douglass North e Joseph Stiglitz, mette in secondo piano l’aspetto economico e privilegia la capacità di una società di soddisfare i bisogni di base dei propri cittadini combinando tre dimensioni: il bisogno, il benessere e le opportunità economiche.

La dimensione dei bisogni umani di base si identifica nella nutrizione e nelle cure mediche di base, nella disponibilità di acqua e nella sicurezza personale. La dimensione del benessere si riferisce all’accesso alla conoscenza di base, all’accesso all’informazione e alla comunicazione, alla salute e al benessere. La dimensione delle opportunità economiche si riferisce ai diritti personali, alla libertà di scelta, alla tolleranza e all’inclusione e all’accesso all’educazione avanzata.

L’Europa ha misurato il Social Progress Index a livello regionale con l’intenzione di assumerlo alla base delle scelte di policy di sviluppo regionale anche per la riduzione dei divari territoriali.

A livello nazionale, invece, il Benessere Equo e Sostenibile (BES) è la valutazione della qualità dello sviluppo misurata attraverso un gruppo di variabili che comprende la salute, l’istruzione e la formazione, l’occupazione, la qualità del lavoro, il reddito, le condizioni economiche minime, le relazioni sociali, la soddisfazione per la vita e l’ambiente.

Il BES è entrato a far parte dei documenti di pianificazione economica e finanziaria ed è auspicabile che questo inserimento diventi sempre più da formale a sostanziale.

Tutte queste iniziative trovano, infine, un punto di incontro nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

I Sustainable Development Goals sono 17:  1) povertà zero; 2) fame zero; 3) salute e benessere; 4) istruzione di qualità; 5) uguaglianza di genere; 6) acqua pulita e igiene; 7) energie pulita e accessibile; 8) lavoro dignitoso e crescita economica; 9) industria, innovazione  e infrastrutture; 10) ridurre le disuguaglianze; 11) città e comunità sostenibili; 12) consumo e produzione responsabili; 13) agire per il clima; 14) la vita sott’acqua; 15) la vita sulla terra; 16) pace e giustizia e istituzioni forti; 17) partnership per gli obiettivi.

Gli obiettivi fanno riferimento a diversi domini dello sviluppo sociale ed economico. I 17 obiettivi sono declinati in 169 sotto obiettivi con una lista di oltre 230 indicatori necessari per il loro monitoraggio.

La strada per lo sviluppo sostenibile è tracciata. Ora si tratta di perseguirla con la partecipazione e l’azione quotidiana delle persone.

1.3 La partecipazione dei territori e delle persone allo sviluppo sostenibile

In questo quadro, la territorializzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile non può che consistere nel costruire una modalità di partecipazione attiva delle persone e dei luoghi alle dinamiche globali, sviluppando consapevolezza e metodo nel progettare e attuare gli interventi di sviluppo a livello locale.

Numerose sono le iniziative di policy che enfatizzano il ruolo delle città e dei territori per attivare dinamiche positive di sviluppo, e l’Europa se ne fa spesso interprete (Agenda Urbana Europea, Pacchetto sull’Economia Circolare, ecc.), ma resta la necessità di riuscire ad ingaggiare l’impegno e la partecipazione delle persone e delle organizzazioni a livello locale in una dinamica maggiormente coerente e organizzata.

Valorizzare qualità delle risorse umane e delle competenze come primo passo per una crescita inclusiva e per il rilancio dell’occupazione nel segno della meritocrazia, del saper fare e della competitività. Educare alla consapevolezza civica e alla convivenza civile i cittadini di oggi e di domani, investire nella diffusione dei principi democratici presso le nuove generazioni, è oggi imprescindibile.

La disuguaglianza delle posizioni di partenza rischia di generare atteggiamenti unicamente rivendicativi da parte dei territori, con istanze di redistribuzione che non modificano però il paradigma di generazione di valore sociale e sostenibilità e rischiano di essere molto presto vanificate dall’ineguale distribuzione delle risorse e dall’allocazione inefficiente, oltre che delle risorse naturali ed economiche, soprattutto delle energie e delle capacità delle persone.

Raccogliere e organizzare queste energie è oggi ineluttabile, ma difficile. Tuttavia, partire dalla conoscenza e dalle policy internazionali, nazionali e regionali, per accompagnare le persone ad attuare progetti di educazione alla cittadinanza, all’ambiente, alla salute, all’alimentazione e all’innovazione è un lavoro da svolgere e che vede un vuoto nel quale si comincia a lavorare, ma che necessità di un’azione più decisa e strutturata. Campagne di educazione finanziaria rivolte a giovani, famiglie, anziani e immigrati. Divulgazione delle informazioni e delle conoscenze necessarie per muoversi con consapevolezza all’interno delle scelte economiche che interessano quotidianamente la vita dei cittadini possono diventare l’aspetto tangibile della partecipazione a dinamiche di sviluppo sostenibile.

In questo spazio vuoto di necessità di partecipazione si vuole inserire Attua, una “cerniera” tra locale e globale.

2. La mission e valori

La mission di Attua è la promozione di un modello di sviluppo sociale ed economico in grado di generare occupazione, opportunità di crescita per tutte le comunità territoriali di riferimento della Fondazione, attraverso il sostegno alla progettazione esecutiva e il contributo alla realizzazione di proposte innovative per la soluzione di problemi socio – economico – ambientali.

Finalità generale della Fondazione è favorire la più ampia e attiva partecipazione dei singoli e della collettività alla formulazione e alla realizzazione di idee (in forma di progetti, interventi e iniziative legislative) capaci di promuovere il benessere comune nei territori del Mezzogiorno, in Italia, in Europa, in Africa e nell’ambito del Bacino del Mediterraneo.

Attua assiste i propri soci con la consulenza mirata e integrata di professionalità specifiche al fine di garantire supporto tecnico e operativo in ogni fase del progetto di sviluppo: ideazione, pianificazione, redazione e presentazione della proposta ai soggetti competenti interessati. Non di meno, individua eventuali soggetti gestori e ottimizza la sostenibilità e la fattibilità degli interventi anche con il ricorso alle più opportune formule di finanziamento.

Nell’orizzonte delle politiche locali, nazionali e internazionali che mirano allo sviluppo sostenibile e al benessere sociale, economico e ambientale dei territori, la Fondazione:

  • assiste e supporta i propri Partecipanti (cittadini, istituzioni locali, imprese, società non profit e cooperative sociali) nell’attuazione di progetti di sviluppo e di benessere economico-sociale e culturale delle comunità;
  • promuove analisi, monitoraggi e valutazioni di politiche pubbliche – locali, nazionali e internazionali – sui territori;
  • conduce studi e ricerche sui fenomeni socio-economici emergenti;
  • partecipa alla formazione di classi dirigenti politiche, amministrative e imprenditoriali;
  • sostiene eventi e pubblicazioni sui temi di interesse, anche al fine di attivare reti di diffusione, condivisione e comparazione delle informazioni.

La Fondazione opera sulla base di piani quadriennali perseguendo i seguenti obiettivi:

  • ascoltare le istanze dei territori e valorizzare la partecipazione attiva delle comunità;
  • sostenere la relazione e l’integrazione di tutti i soggetti interessati a intervenire fattivamente per il benessere comune, in direzione di uno sviluppo della società più equo e sostenibile;
  • diffondere azioni e pratiche di successo, volte all’affermazione di un nuovo paradigma di sviluppo sociale ed economico basato su una maggiore coesione sociale e un minor consumo di risorse;
  • favorire l’incontro fra soggetti protagonisti di nuove pratiche innovative – opinion leader, studiosi e attori locali – per sostenere una più compiuta dimensione di cittadinanza europea e mediterranea;
  • promuovere sperimentazioni, occasioni di confronto e di apprendimento, capaci di catturare l’interesse delle nuove generazioni;
  • divulgare i risultati delle attività e dei progetti promossi e partecipare alla diffusione dei nuovi trend di ricerca a livello internazionale;
  • valorizzare la sistematizzazione e la diffusione di pratiche virtuose e di esperienze significative che favoriscano l’apprendimento collettivo;
  • stabilire e consolidare rapporti con altre fondazioni, movimenti, enti e associazioni con finalità simili o complementari, anche in ambito culturale;
  • partecipare – direttamente o per il tramite di soggetti a tale fine costituiti, o in partenariato – ad iniziative con altri soggetti pubblici e/o privati.

La Fondazione dialogherà con i territori attraverso i suoi Fondatori e i Partecipanti, recepirà indicazioni dalle associazioni e dalle persone, interloquirà con gli attori istituzionali.

Obiettivo di Attua sarà operare attraverso il coinvolgimento di tutta la platea dei suoi partecipanti. Si intende offrire spazi e modi per garantire ai singoli soggetti, alle associazioni, alle imprese economiche, sociali e culturali presenti sul territorio, e che intenderanno partecipare attivamente alla Fondazione, occasioni di partecipazione alle decisioni, contribuendo concretamente allo sviluppo e alla elaborazione di progetti orientati alla promozione della sostenibilità per il territorio in cui vivono e operano.

Scopo della Fondazione è quello di riuscire a creare insieme alle comunità di riferimento un soggetto che possa apportare benefici sul piano sociale, culturale ed economico.

I principi su cui la Fondazione sosterrà la partecipazione e il coinvolgimento nei processi elaborativi e decisionali sono:

  1. le persone possono produrre cambiamento;
  2. i cambiamenti che partono dai gruppi sociali radicati sui territori hanno più probabilità di essere duraturi rispetto a quelli imposti dall’esterno;
  3. le comunità e i gruppi sociali possono sviluppare le capacità per affrontare i propri problemi senza dover necessariamente delegare questo compito all’esterno ma interagendo virtuosamente con soggetti esterni;
  4. se il problema da affrontare è complesso, è necessario l’intervento di più soggetti, attraverso una stretta integrazione delle competenze e degli interventi specialistici;
  5. per affrontare alcuni problemi è importante attivare le risorse del territorio;
  6. i processi democratici richiedono che le persone partecipino nella produzione e nel controllo dei cambiamenti che li riguardano.

La partecipazione delle persone è soprattutto una pratica, quindi i metodi che verranno proposti per allargare il più possibile la partecipazione alla vita della comunità saranno diversificati:

  • strumenti che promuovo l’ascolto dei cittadini e dei gruppi di interesse (interviste, questionari, osservazione partecipante, focus group, brainstorming);
  • pratiche che promuovono la consultazione e l’interazione costruttiva (tavoli di lavoro/consulte, workshop tematici, forum telematici, laboratori progettuali).

3. Gli obiettivi e progetti strategici per il primo quadriennio

3.1 Obiettivo prioritario

La sfida di Attua consiste nella creazione di una Fondazione di respiro internazionale in grado di dare valore alle attività locali relative allo sviluppo dei territori, alla partecipazione attiva, alla società, ai servizi alla persona, all’ambiente. Il valore aggiunto di Attua deve consistere, per la sua origine, anche nella capacità di pensare diversamente, di trovare le risposte ai problemi usando la marcia in più della collaborazione, dell’allargamento della conoscenza e della creatività.

Obiettivo prioritario per Attua nel primo quadriennio di attività è consolidare la conoscenza della Fondazione da parte della collettività per farla diventare punto di riferimento per il supporto alla realizzazione di progetti e tesi a rafforzare azioni locali per lo sviluppo sostenibile e a sostenere azioni di fund raising per la loro realizzazione.

Gli ambiti di intervento prioritari individuati sono coerenti alle sfide di partecipazione che la Fondazione intende porre in essere e riferite a quattro Obiettivi per lo sviluppo sostenibile al 2030: Salute e benessere (Obiettivo 3), Istruzione di qualità (Obiettivo 4), Città e comunità sostenibili (Obiettivo 11), Consumo e produzione responsabili (Obiettivo 12).

Si tratta di azioni finalizzate alla realizzazione di iniziative territoriali pienamente inserite nei contesti di policy europee e nazionali riferiti al raggiungimento dei target per gli obiettivi con l’ambizione di contribuire in maniera misurabile al miglioramento delle performance degli indicatori collegati agli SDG di riferimento.

Contemporaneamente si tratta di portare a compimento la fase di consolidamento della compagine della Fondazione, puntando all’adesione di almeno altri 100 soci fondatori e 2.000 partecipanti nell’arco del quadriennio.

In questo particolare momento storico la sfida è dimostrare che la capacità di produrre progetti e accompagnare i territori e la raccolta di fondi per promuovere attività a favore delle persone e delle comunità può contribuire significativamente ad innalzare il livello della partecipazione locale a partecipare attivamente e consapevolmente a dinamiche globali di cambiamento nei modelli di sviluppo. Consolidare la riconoscibilità della Fondazione nel panorama degli attori istituzionali nazionali ed europei che operano per la coesione e la sostenibilità economica, sociale e ambientale è obiettivo primario, da conseguire in primo luogo attraverso il forte coinvolgimento delle persone e delle istituzioni pubbliche e private già nella fase di costituzione e avvio della sua operatività.

3.2 Obiettivi strategici

Per raggiungere l’obiettivo prioritario, la Fondazione nel primo quadriennio dovrà lavorare in più direzioni, pur connesse e interdipendenti e i cui obiettivi strategici sono trasversali.

In particolare si tratta di:

  • consolidare la propria identità sia all’interno che all’esterno, e in particolare nei confronti dell’intera comunità dei partecipanti allargata, soprattutto attraverso l’ampliamento delle adesioni e l’apertura a stakeholders interessati a partecipare attivamente alle attività della Fondazione;
  • promuovere e contribuire a realizzare progetti coerenti con l’Obiettivo prioritario di far contribuire i territori e le società locali al conseguimento degli Obiettivi globali per lo sviluppo sostenibile al 2030;
  • aderire a network nazionali, europei e internazionali operanti in settori coerenti con le aree di attività della Fondazione (ad es. Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile, ecc.);
  • realizzare accordi per collaborazioni strategiche con stakeholder territoriali e/o nazionali e internazionali per la promozione e realizzazione di iniziative congiunte;
  • diventare punto di riferimento di ricerca, documentazione e divulgazione per la definizione di proposte di policy europee, nazionali e regionali nei settori di attività della Fondazione.

3.3 Obiettivi operativi

Sono quattro gli obiettivi operativi che la Fondazione vuole perseguire nel primo quadriennio di attività. In particolare si tratta di:

  • attivare una raccolta fondi attraverso la definizione di un piano operativo specifico per il fund raising e la definizione di un’organizzazione più strutturata che preveda anche il coinvolgimento di competenze specialistiche a supporto delle iniziative da mettere in campo;
  • avviare interventi a favore delle diverse componenti delle comunità locali di riferimento (giovani, famiglie, associazioni e imprese, enti pubblici) nei diversi settori di intervento della Fondazione, puntando operativamente nel primo quadriennio a perseguire l’obiettivo di attivare almeno un’iniziativa all’anno per ciascun settore e per ciascun gruppo di beneficiari;
  • consolidare la propria conoscenza presso la porzione più ampia possibile di soggetti nazionali ed europei attraverso l’implementazione di una strategia di comunicazione per rendere di dominio comune la propria presenza e attività, anche attraverso il coinvolgimento di testimonials e l’organizzazione di eventi dedicati alla diffusione della propria attività e alla raccolta fondi;
  • implementare la propria organizzazione interna per riuscire a far fronte nel modo più economico ed efficace possibile la realizzazione di tutte le attività previste;
  • realizzare approfondimenti su scenari socio-economici, misurazione del benessere e delle traiettorie di sviluppo, aree programmatiche, analisi e report comparativi di policies europee internazionali, casi-studio e buone pratiche;
  • attivare iniziative di diffusione culturale nei settori propri di attività della Fondazione con una particolare attenzione all’Africa, al Mediterraneo, al Mezzogiorno d’Italia e all’Europa, e alle relazioni di interdipendenza tra queste aree geo-politiche.

4. La raccolta fondi

Per garantire una piena operatività della Fondazione è necessario avviare attività di promozione e di ricerca/generazione di risorse economiche adeguate ad aumentare il potenziale impatto di Attua sui territori: in altre parole, sono necessarie delle azioni di affiancamento e complementari alla adesione di nuovi soci Fondatori e Partecipanti per ottenere ulteriori fondi da destinare alle attività istituzionali e al mantenimento della struttura stessa.

Lo spirito che condurrà le campagne di raccolta fondi sarà improntato a due qualità fondamentali:

  • la cultura del dono
  • lo scambio etico

Oggi pressoché tutte le Fondazioni che ambiscono a generare cose sui territori e per le persone si basano sull’appeal presso il pubblico di quell’elemento imponderabile definito dalla “cultura del dono” e ben studiato da eccellenti studiosi, in ambito antropologico – filosofico, quali Marcel Mauss, Jacques Derrida, Jean Luc Marion, Jacques Godbout, Silvano Petrosino  ed epigoni: si ritiene che tutto il mondo no profit sia in realtà una derivazione di questo atteggiamento sociale per il quale si è indotti a donare risorse a chi genera valore sociale, per il semplice fatto che si pensa che lo farà realmente e si occuperà di soggetti svantaggiati, cultura, ambiente e, insomma, farà del “bene”.

Lo Stato stesso indica nel principio costituzionale della sussidiarietà un elemento sociale importante e che merita il massimo rispetto e cerca di premiare con sgravi fiscali e altro chi agisce negli interessi della comunità. Quindi, Attua sicuramente farà riferimento al valore sociale generato dalle proprie attività e, proprio per questo, chiederà di essere sostenuta a tutta la platea di soggetti di riferimento, dai cittadini alle istituzioni pubbliche, dai soggetti del no-profit privati (ad es. Fondazioni bancarie) alle grandi imprese.

Come si è verificato per altre attività simili e del mondo no profit, dopo l’iniziale entusiasmo, si potrebbe comunque fare fatica a recuperare annualmente le cifre necessarie a sostenere le attività perché il pubblico potrebbe decidere di non sostenere più le stesse attività o di donare ad altro. Ecco perché Attua intende puntare decisamente anche sull’elemento dello “scambio etico” basato su questo paradigma: Attua riesce a generare un ritorno che non è monetario ma è ugualmente economico. Questo “profitto” che potremmo definire sociale, non sarà la semplice percezione di aver fatto qualcosa di positivo per la società ma andrà a toccare gli interessi stessi delle imprese, degli enti pubblici, dei cittadini. In altre parole, oltre alla consueta formula del donatore si intende impiegare quella dello shareholder sociale che contribuisce a finanziare le attività di Attua perché vuole vedere “capitare” qualcosa che gli sta a cuore o risolve un suo problema o, ancora, sostiene un suo interesse economico in maniera indiretta, non monetaria ma ugualmente importante. C’è, quindi, uno scambio in cui qualcuno riceve risorse economiche e qualcun altro dei servizi indiretti. Lo definiamo scambio “etico” perché, ovviamente, vista la natura di Attua, non potrà che esserci un movente di “bona fides” ed eticamente orientato. Si confida che tutto questo, se reso noto e significativo già in partenza, costituirà un elemento importante per la raccolta fondi e, soprattutto, di risorse aggiuntive spendibili immediatamente per le attività sociali.

Le modalità di raccolta fondi saranno così suddivise e differenziate:

  • adesioni soci Fondatori e Partecipanti;
  • attività istituzionale di raccolta fondi per specifiche attività.

4.1 Adesioni di soci Fondatori e Partecipanti

La necessità di raggiungere la cifra indicata e in breve tempo comporta, almeno inizialmente, la scelta di target di soci fondatori di livello e in grado di assicurare un valore economico significativo, con l’adesione una tantum e la quota annuale di partecipazione.

Nell’arco di riferimento del programma quadriennale, l’obiettivo è raddoppiare il numero dei soci Fondatori e portarlo almeno a quota 250.

Contemporaneamente si aprirà l’adesione alla Fondazione dei Partecipanti, per i quali si prevede di raggiungere nell’arco del quadriennio la cifra di 2.000.

4.2 Attività istituzionali

Dall’altra parte, come si è ricordato sopra, è necessario rendere Attua più capace economicamente, arricchendola con risorse aggiuntive e complementari ai possibili rendimenti da capitale forniti dal patrimonio investito. Annualmente, infatti, la Fondazione dovrà ricorrere ad azioni miranti all’ottenimento di fondi che devono finanziare le attività previste, con il chiaro intento di aumentare le risorse disponibili e in modo da rendere significative le azioni progettate e direttamente implementate o supportate nella fase progettuale e successivamente sostenute. A tal fine, si impiegheranno tutte le strategie già descritte in precedenza e che potremmo riassumere in questo modo:

  1. azioni di ricerca di sponsor/shareholder:
  • richiesta, presso gli enti/imprese sensibili ad un particolare soggetto/tema, di sponsorizzare le attività così da poter avviare un bando;
  • proposta di attività da parte di Attua in un particolare settore richiedendo il fund raising agli enti interessati;
  1. partecipazione a progetti diversi e non direttamente creati o proposti da Attua e nei quali la Fondazione si propone come soggetto partner dell’iniziativa progettuale:
    • bandi europei, in particolare con riferimento ai programmi ancora in corso per il 2014-2020 riferiti ai programmi settoriali e con un posizionamento strategico rispetto alle nuove opportunità derivanti dal bilancio dell’UE per il 2021-2027;
    • bandi ministeriali negli ambiti di interesse della Fondazione;
    • bandi regionali;
    • bandi di enti di erogazione in ambiti di interesse e di attività della Fondazione;
  2. azioni indirettamente finanziarie:
    • campagne creative che, ad esempio, in un contesto territoriale prevedono l’aumento del prezzo di vendita di un prodotto locale a favore di un progetto da realizzare con stakeholder locali;
    • aumento del costo del biglietto di vendita di prodotti per destinarne l’introito aggiuntivo ad iniziative e progetti, anche attraverso accordi specifici mirati con organizzazioni settoriali e/o territoriali;
    • organizzazione di eventi formativi, workshop, eventi/cene sociali dedicati ad un tema/territorio per raccogliere fondi;
  3. azioni direttamente finanziarie:
  • promozione di prodotti finanziari (conti correnti, certificati di deposito) creati dalle banche partner di Attua la cui vendita può generare interessi che possono essere conferiti direttamente ai bandi e ai progetti;
  • azionariato sociale, si collocano le azioni dei progetti che si intendono sostenere tramite i bandi con il meccanismo descritto sopra;
  • istituzione presso le banche partner di un minifondo sponsorizzato da gruppi sociali, famiglie ed enti per lo svolgimento di un progetto di interesse sociale.

Per ciascuno dei primi tre ambiti di fund raising sarà redatto un piano di azione specifico legato alla pianificazione operativa annuale dell’attività della Fondazione e a quanto previsto nei bilanci previsionali.

Per il quarto ambito, relativo ad azioni direttamente finanziarie si valuterà nel corso del quadriennio il costo-opportunità di avviare almeno un’azione sperimentale con partner finanziari da individuare.

4.3 Struttura e fund raising

Le attività di fund raising e tutto quello che comporta la messa in atto del piano di ricerca fondi sopra delineato, richiedono un’attenta considerazione e, vista la vastità di azioni, sarà necessario, di volta in volta, valutare la possibilità di costruire contratti ad hoc con personale specializzato o ricorrere ai servizi di enti partner.

L’organizzazione per la raccolta fondi costituisce uno degli aspetti più rilevanti dal punto di vista operativo per la Fondazione nella sua fase di start-up.

Punto di riferimento sarà costituito dal sistema di aziende ed enti di riferimento per l’attuazione di specifiche politiche o servizi.

Per quanto concerne la gestione del Fondo Speciale (Patrimonio), Il 50% sarà immobilizzato in modo tradizionale (attraverso prodotti bancari sicuri ed etici) e sarà finalizzato ad attivare servizi socialmente rilevanti a livello locale per generare effetti moltiplicativi aggiuntivi rispetto alle attività di erogazione. Tuttavia, il rendimento che nei primi anni potrà essere ottenuto dall’immobilizzazione sarà abbastanza limitato dal punto di vista quantitativo, stimabile, al netto dell’inflazione, al 3%.

Per questo motivo, l’altro 50% parte del Fondo avrà un utilizzo simbolico in settori legati all’uso razionale delle risorse e alla salvaguardia dell’ambiente. L’obiettivo dell’utilizzo della restante parte del Fondo è quello di generare già, con il suo impiego, effetti sociali e ambientali rilevanti, e in più garantire un rendimento per il finanziamento di attività nei settori propri di interesse della Fondazione.

In particolare, la considerazione di fondo è che sul tema dell’uso razionale delle risorse da parte delle comunità locali si possono concretizzare le prime azioni di scambio etico che la Fondazione si propone di mettere in campo.

Il riferimento sarà principalmente orientato a due ambiti: l’ambito delle risorse idriche e l’ambito energetico.

L’esempio può essere rappresentato dal settore idrico, attraverso l’acquisto e la distribuzione di kit per la riduzione dei flussi di acqua dai rubinetti che possono arrivare a generare risparmi fino ad oltre 120 euro all’anno per una famiglia di quattro persone. L’adesione ad un programma di risparmio idrico, che si traduce nell’ottenere in comodato d’uso il kit, genera un risparmio sulla bolletta dell’acqua a chi partecipa, che si impegna a retrocedere alla Fondazione una quota percentuale del risparmio generato.

Nel corso del primo quadriennio l’obiettivo è strutturare almeno una campagna di rendimento sociale finalizzata a sostenere stili di vita e di consumo responsabili e a generare risorse per sostenere le attività della Fondazione.

 

5. Ambiti di intervento

Come anticipato, nell’ambito di azioni complessive orientate a promuovere la sostenibilità dello sviluppo sociale, economico e ambientale dei luoghi, gli ambiti vocazionali di intervento di Attua nel quadriennio 2019-2022 saranno quattro: salute e benessere, educazione e istruzione di qualità, città e comunità sostenibili, consumo e produzione responsabili. Gli ambiti sono in linea con i goal 3, 4, 11 e 12 degli Obiettivi di sviluppo sostenibile al 2013 dell’Agenda delle Nazioni Unite.

In questi ambiti la Fondazione promuoverà attività di produzione di conoscenza, incontri di studio, ma soprattutto progetti con la comunità dei partecipanti di riferimento. Nell’arco temporale del primo quadriennio, la Fondazione si propone di attivare almeno una iniziativa progettuale all’anno in ciascun ambito. L’avvio di attività e progetti per ciascun ambito sarà effettuato sia attraverso azioni di fund raising dedicate per attività istituzionali, sia promuovendo progettualità specifiche selezionate dalla Fondazione, che ne diventa partner, da accompagnare per la partecipazione a bandi nazionali o europei e/o di enti di erogazione privati e pubblici.

In particolare, il rafforzamento della capacità di proporre progetti finanziabili in qualità di lead partner o di semplici partner, a valere sui programmi europei di riferimento per gli ambiti propri di intervento della Fondazione, costituisce un’attività trasversale di sostegno, che la Fondazione attuerà attraverso la propria piattaforma Agorà, con un regolamento specifico di proposte progettuali e istruttorie e con una dotazione finanziaria dedicata quantificata in giornate di assistenza per settori, denominata ProgEUttiamo!, con l’obiettivo di accompagnare associazioni e imprese, o soggetti comunque organizzati, a rendersi conto che partecipano con successo a bandi a valere su programmi comunitari per il periodo 2014-2020  e per l’avvio del periodo 2021-2027 nei settori di riferimento delle attività della Fondazione.

La piattaforma ha la triplice funzione di informare, condividere, coinvolgere e accompagnare.  In particolare i contenuti saranno strutturati per consentire:

  • un’azione passiva di aggiornamento e informazione sui dati conoscitivi della Fondazione (governance, Statuto, organizzazione, finalità, azioni in corso e svolte, ecc.);
  • un’azione passiva di condivisione e messa a disposizione analitica di analisi, banche dati, studi e proposte e progetti definiti;
  • un’azione dinamica e attiva tesa a raccogliere e discutere idee e proposte, fino alla fase di verifica della loro sostenibilità e della loro concreta attuazione.

La piattaforma raccoglie e pubblica proposte e progetti, ne ottimizza la consultazione e la diffusione, ne valuta il livello di fattibilità e segnala le possibili opportunità di finanziamento interno ed esterno alla Fondazione. Il risultato sarà un database aperto e aggiornato in tempo reale dei progetti di sviluppo che costellano i territori: rete di idee che aggrega e connette società civile, attori del cambiamento, potenziali partner e soggetti finanziatori.

Agorà è uno strumento per allungare le reti e farle diventare trame di opportunità. Non intende somministrare materiali a scopo di indottrinamento, ma proporsi come centrale di capacità per animare la comunità dei partecipanti, fornire strumenti di azione, condividere progetti, veicolare petizioni e proposte, animare confronti e discussioni sui temi di maggiore rilevanza per la società.

La partecipazione attiva sarà garantita, oltre che con la piattaforma, anche con giornate d’incontro all’insegna dell’ascolto e del dialogo costruttivo in cui vengono proposte e discusse le iniziative dell’anno successivo, il campo d’azione dei progetti, le fonti di finanziamento.

È in questo stesso contesto che si tiene anche l’Assemblea annuale della Fondazione e si procede all’approvazione del Bilancio annuale.

L’evento annuale di Attua si sostanzierà in:

  • Fase istruttoria: incontri con esperti e specialisti delle tematiche di maggiore interesse dei soci Partecipanti: speech e tavole rotonde, tavoli di lavoro e workshop; esperienze e testimonianze portate da esperti di livello internazionale e da responsabili di programmi e progetti realizzati nell’ambito delle tematiche d’interesse, sono l’occasione sia per apprendere know-how e conoscenze tecnico-scientifiche sia per ipotizzare la “riproduzione” di casi già sperimentati altrove con successo;
  • Fase propositiva: i soci Partecipanti presentano idee da attuare che verranno successivamente sottoposti a una prima verifica di fattibilità, per essere poi eventualmente approvati.

Altro aspetto rilevante degli ambiti di intervento è l’avvio di specifiche attività riconducibili all’interno della matrice ambiti/beneficiari, ma finalizzate a raccogliere fondi per ampliare la gamma di attività svolte e contribuire alla raccolta fondi per l’attività complessiva della Fondazione, così come descritte in precedenza.

L’articolazione delle attività sarà organizzata attraverso il lancio di call for ideas pubbliche finalizzate a raccogliere proposte e idee con l’obiettivo di selezionare i progetti più aderenti alla mission e agli obiettivi della Fondazione per rendere maggiormente efficaci le strategie da mettere in campo in risposta ai bisogni rilevati e alle risorse che si potranno mettere in campo.

I quattro ambiti prioritari di intervento nel quadriennio 2019-2022 saranno:

  • salute e benessere, con interventi tesi ad assicurare la salute e il benessere per tutti e a tutte le età, con campagne informative e progetti di coinvolgimento di target group per raggiungere, quantitativamente e in maniera misurabile, risultati di miglioramento della salute di gruppi di cittadini;
  • educazione, istruzione e formazione, con interventi tesi soprattutto a migliorare la partecipazione delle scuole e dei giovani alle dinamiche di sviluppo della società anche attraverso l’acquisizione di competenze specifiche per costruire progetti e generare cambiamento, promuovendo educazione allo sviluppo sostenibile dei territori, e la formazione, soprattutto attraverso il rafforzamento delle soft skills per i giovani, sia per gli adulti; la formazione alla programmazione e valutazione delle politiche pubbliche;
  • città e comunità sostenibili, per proporre iniziative finalizzate a rendere le città e gli insediamenti umani in generale, più inclusivi, sicuri e duraturi, sia sotto il profilo del supporto abitativo e delle politiche di housing a favore di nuclei familiari colpiti da differenti forme di disagio (sociale, economico, culturale, psicologico, etc.), sia sul terreno di più avanzate soluzioni urbane in termini di eco-sostenibilità e risparmio energetico;
  • consumo e produzione responsabili, per promuovere azioni volte a generare modelli sostenibili di produzione e consumo, attraverso progetti locali di economia circolare, di finanza etica, di riduzione degli sprechi, responsabilità sociale delle imprese e delle organizzazioni pubbliche, nonché mediante l’individuazione di spazi da riqualificare con insediamenti a forte vocazione cooperativa e di rete di impresa quali coworking e fablab, anche al fine di incoraggiare progetti di recupero e rivitalizzazione urbana di quartieri disagiati e/o di più agevole inserimento dei giovani nel mondo del lavoro e nella cultura d’impresa;

rafforzamento e consolidamento di capitale sociale nelle aree caratterizzate da maggiore deficit di relazioni e cooperazione tra gruppi sociali.

5.1 I beneficiari e le modalità di coinvolgimento

I beneficiari delle attività della Fondazione sono individuati in tutte le categorie sociali che costituiscono la possibile platea di partecipanti, in particolare segmentati in:

  • Giovani e scuole
  • Famiglie
  • Associazioni e imprese
  • Enti pubblici territoriali

I beneficiari delle attività saranno coinvolti sin dal principio a partecipare anche alle attività che la Fondazione avvierà sul territorio per reperire risorse per attuare le proprie finalità, attraverso una capillare attività di informazione svolta attraverso l’azione dei soci Fondatori e dei Partecipanti, ma anche con il supporto delle organizzazioni con le quali si intende stabilire un rapporto di collaborazione strutturato per il perseguimento delle finalità statutarie.

Come indicato in precedenza la Fondazione implementerà la propria attività istituzionale attraverso la raccolta continua di proposte e il lancio di call for ideas rivolte ai soci Fondatori alla platea dei Partecipanti per azioni specifiche riferite ai quattro ambiti descritti, selezionare le idee migliori a stabilire rapporti di partnership con i proponenti. Le call for ideas possono anche avere una caratterizzazione territoriale oltre che settoriale, basate su un forte coinvolgimento di tutti gli attori del territorio che possiedano competenze ed esperienze appropriate, e sulle modalità di organizzazione di campagne locale di fund raising dedicate.

Le iniziative progettuali sono collocate all’interno di una matrice “ambiti di intervento/categorie di beneficiari”, per consentirne una collocazione logica con l’obiettivo di mantenere anche un equilibrio complessivo delle iniziative proposte.

Nel corso del 2019 saranno sostenute le prime iniziative progettuali avviate nei primi mesi di attività della Fondazione, che sono riportate a titolo d’esempio nella matrice che segue.

Nello specifico, nella matrice sono indicate tra parentesi le organizzazioni pubbliche e private con le quali si stabilirà una partnership per l’attuazione degli interventi; in rosso saranno indicate attività di impiego produttivo in attività, coerenti con gli obiettivi della Fondazione, di parte del patrimonio o di risorse finanziare dedicate, finalizzate a produrre rendimenti per finanziare altre attività; in blu saranno indicate attività riguardanti la partecipazione a bandi riferiti a Programmi dell’Unione Europea o a bandi e call for proposal di enti di erogazione.

6. Piano di comunicazione, lobby e advocacy

Per conseguire l’obiettivo prioritario del Piano, quello di far diventare la Fondazione Attua punto di riferimento per i partecipanti e i territori per la sua capacità di incidere su aspetti propri dell’agire comunitario dei cittadini, la comunicazione a supporto delle attività dei primi anni sarà determinante per il successo e l’affermazione. E la comunicazione sarà tanto più efficace quanto accompagnata da azioni di lobby su istituzioni e organizzazioni rilevanti, e advocacy da parte di personalità riconosciute, finalizzati ad accreditare le attività di raccolta fondi e di attuazione delle iniziative previste nei diversi ambiti dalla Fondazione.

Una visibilità alta e intelligente è indispensabile e, quindi, le attività programmatiche devono completarsi con azioni altrettanto sistematiche di comunicazione, lobby e advocacy.

La comunicazione, pertanto, non è intesa soltanto come informazione sulle attività della Fondazione, ma come una proposta di cambiamento verso le comunità la cui aspirazione ad una maggiore qualità dello sviluppo e della vita non è solo riconosciuto come tale, ma anche esercitato.

L’idea è di mettere in atto una comunicazione coerente e qualificata che agisca a livello sia interno che esterno, capace di partecipare in modo attivo a un movimento per la qualità dello sviluppo e della vita.

A livello interno si agirà principalmente garantendo una un’ampia e rapida circolazione delle informazioni, incoraggiando la discussione e le prese di decisione partecipative, affinché la Fondazione non rischi di diventare lo strumento di pochi. Per estendere al massimo la partecipazione e la condivisione saranno utilizzati i seguenti meccanismi di comunicazione e sistemi di informazione:

  • Sito internet
  • Sito intranet
  • Rapporto annuale, piani strategici, piani operativi, piani di lavoro, risultati dei processi di monitoraggio, valutazioni e ricerche
  • Calendario generale dell’organismo
  • Deliberazioni del Consiglio di Amministrazione
  • Riunioni allargate di settore
  • Incontri territoriali

Queste azioni, programmate e strutturate, costituiscono l’ossatura di un processo di informazione, quotidiano e molteplice, all’interno dell’organizzazione, che è finalizzato a garantire a tutti i membri di accedere ad una comprensione comune e aggiornata dei fatti e degli avvenimenti partecipando alle decisioni e diventando, a loro volta, corretti comunicatori.

La Fondazione vuole però realizzare, altresì, un impegno forte in comunicazione per sostenere gli obiettivi strategici identificati.

La strategia di comunicazione, in particolare, si applicherà a rafforzare l’immagine dell’organizzazione, a dare rappresentazione dell’impegno concreto sul campo rivolgendosi in particolare ai soggetti rilevanti del panorama regionale. Accanto ai soggetti istituzionali, la Fondazione si propone di orientare i comportamenti anche dei soggetti privati con i quali si stabiliscono rapporti di collaborazione attraverso il fund raising patrimoniale e per le attività.

Con la consapevolezza dell’enorme impatto dei mass media, la Fondazione vuole lavorare anche su questo fronte al fine di:

  • stimolare un’attenzione qualificata e coerente da parte degli organi di stampa, tv e radio sui temi propri di intervento della Fondazione, anche per lanciare iniziative progettuali specifiche e campagne di raccolta fondi dedicate;
  • promuovere una conoscenza più completa e documentata del territorio e della società, delle sue problematiche e delle sue ricchezze.

Per promuovere unitarietà e condivisione dei valori e degli obiettivi, dall’interno e dall’esterno, si svilupperanno strategie e azioni di comunicazione mirate a:

  • posizionamento del brand
  • pubblicazioni
  • internet/web
  • social media
  • comunicazione pubblicitaria
  • eventi
  • rapporto con i media

Procedendo nella loro specifica definizione, per ogni ambito di lavoro, si procederà a:

  • pianificare le attività di comunicazione, ai diversi livelli, valutando bisogni e opportunità;
  • assicurare il coordinamento tra tutti gli attori e livelli coinvolti al fine di garantire la massima sinergia tra le diverse attività (soprattutto quelle che si basano su collaborazioni strutturate con altri soggetti della scena regionale);
  • dare conto dei progressi raggiunti, degli ostacoli incontrati e dell’eventuale aiuto necessario da parte di operatori professionali esterni.

 

7. Organizzazione e gestione

La Fondazione, per il suo funzionamento necessita di un insieme di molte competenze, diverse e “nuove” rispetto al panorama attuale dell’esistente: queste “capacità” devono agire anche in maniera coordinata ed economica per consentire il massimo impatto delle risorse che Attua riuscirà a raggiungere. Tutto questo si traduce in uno sforzo di progettazione, immaginazione e di capacità di cogliere i bisogni locali rispondendo in maniera adeguata ad essi e agli stimoli che arriveranno da ogni parte.

La specificità di Attua è che si propone di rappresentare le persone e i territori, intende capire cosa serve veramente, costruire economicamente le opportunità migliori per rispondere ai bisogni e di conseguenza misurare gli impatti/successi delle strategie di sviluppo e di crescita. È, quindi, il progetto di una Fondazione diversa ma sempre pienamente in linea con la filosofia dell’istituto, che si pone come uno dei punti di riferimento per le azioni sociali, economiche, culturali, non solo per sostenere a titolo gratuito le attività ma anche per fare la differenza rispetto alle opportunità di sviluppo, avvicinando i cittadini alla cultura della sostenibilità, alle concrete possibilità di impiego. Una Fondazione per tutti, davvero.

Da questo l’impegno a la volontà di essere creativi anche nell’immaginare i ruoli, le cariche, gli organi che dovranno comporre questo organismo sociale.

7.1 Competenze necessarie di Attua

Come sopra descritto, le attività fondamentali della Fondazione, in base al percorso intrapreso, saranno:

  • Custodia, mantenimento, incremento del patrimonio
  • Investimento del patrimonio
  • Progettazione bandi/programmi
  • Erogazione redditi
  • Fund raising su misure concertate con altri enti
  • Valutazione degli impatti di bandi/programmi/misure
  • Promozione e comunicazione della Fondazione e delle sue attività
  • Partecipazione a bandi nazionali e internazionali
  • Progettazione di azioni/attività coordinate con altri enti
  • Incremento dei soci/stakeholder/shareholder
  • Attività di reporting sociale/convegnistica
  • Competenze in progettazione e valutazione di interventi formativi

Tutte queste attività prevedono almeno questo set di competenze:

A.      Capacità burocratico-amministrative B.      Competenze finanziarie
C.      Abilità progettuali D.      Organizzazione di campagne di promozione e comunicazione
E.       Social skills/capacità di coinvolgere e motivare persone F.       Fund raising
G.      Funzioni di rappresentanza H.      Produzione di testi/report

Nella fase di start-up è necessario assicurare almeno le competenze A, B, D, F, G.

Il Direttore e il Presidente costituiscono nella prima fase le figure principali per dare operatività alla Fondazione, alle quali sarà necessario aggiungere le competenze tecniche necessarie di volta in volta per assicurare la qualità e la quantità necessaria di lavoro soprattutto rispetto alle aree:

  • Finanza
  • Progettazione
  • Comunicazione
  • Fund raising
  • Adempimenti legali

Le attività di riferimento in queste aree sono definite dai piani di azione di riferimento, per le quali si dovrà valutare nello specifico il rendimento marginale e di costo/opportunità delle varie competenze necessarie in riferimento alle azioni previste.

 

Approvato dal Consiglio dei Fondatori nella seduta del 1 dicembre 2018